SINGHIOZZO: UN RIMEDIO INFALLIBILE

Chi non ha mai sofferto del disturbo fastidioso causato dal singhiozzo?

Il singhiozzo è una contrazione involontaria e ripetuta del muscolo diaframma che separa il torace dall’addome.

Il diaframma è il muscolo principale della respirazione.

 

 

Il termine singhiozzo viene dal latino “singultus”, mentre il termine medico è Flutter Diaframmatico Sincrono (FDS).

È caratterizzato dal una contrazione del muscolo, seguita dalla chiusura improvvisa delle corde vocali, circa ¼ di secondo dopo, con l’emissione del caratteristico “hic”.

Può essere singolo o ripetersi più volte al minuto (tra 4 e 60) o per svariato tempo, anche per giorni.

Se dura per più di due giorni, è meglio rivolgersi al medico.

Se persiste tanto a lungo, si trasforma da fastidioso a debilitante (interferendo con il riposo e l’alimentazione) e di imbarazzo sociale.

Le cause possono essere svariate:

  • pasti abbondanti (lo stomaco pieno comprime da sotto il diaframma e ne stimola la contrazione)
  • pasti consumati velocemente (con ingresso di aria nello stomaco)
  • utilizzo di spezie piccanti
  • utilizzo di bevande gasate
  • abuso di alcol
  • fumo
  • sbalzi bruschi di temperatura 
  • tosse
  • ingestione di aria (masticando chewingum, ad esempio)
  • forti emozioni (stress, paura, gioia, eccitazione, risate,….)

Se il singhiozzo dura per giorni, è la probabile conseguenza di una patologia a livello del sistema digestivo o del sistema respiratorio:

  • ernia iatale
  • reflusso gastroesofageo
  • gastrite
  • colon irritabile
  • asma
  • polmonite

Il nervo vago è il nervo della digestione e controlla anche la parte viscerale del diaframma (mentre la parte motoria è dovuta al nervo frenico). Patologie o compressioni del vago lungo il suo tragitto possono provocare irritazione del vago e di conseguenza il singhiozzo:

  • gozzo o presenza di tumore in gola
  • mal di gola o laringite
  • meningite

Patologie importanti del sistema nervoso centrale e del metabolismo possono essere causa di singhiozzo:

  • ictus
  • tumore al cervello
  • encefalite 
  • sclerosi multipla
  • lesioni traumatiche cerebrali
  • diabete
  • ipoglicemia o iperglicemia

Nei postumi di intervento chirurgico, può comparire il singhiozzo:

  • farmaci da anestesia generale
  • intubazione
  • iperestensione del collo per permettere l’intubazione
  • interventi chirurgici all’addome (con l’introduzione di liquidi o aria, come durante le endoscopie)

Molti farmaci hanno come effetto collaterale il singhiozzo:

  • oppiacei
  • barbiturici
  • cortisone
  • antidepressivi
  • chemioterapici

Svariati sono i metodi (e, spesso, i tentativi) per risolvere il problema.

Dai farmaci (antipsicotici, antinausea, miorilassanti, antiepilettici) ai “rimedi della nonna” (bere un sorso d’acqua a naso tappato, non respirare per molti secondi, spavento, ecc….).

 

 

 

 

Io vi consiglio un esercizio che è risolutivo (l’ho sperimentato su me stesso più volte).

 

Seduto con schiena eretta e braccia lungo i fianchi.

– con mano destra a “paletta” e rotazione neutra, flettere anteriormente il braccio destro per 90° con gomito esteso;

– ruotare in senso antiorario la mano per 180° (pollice in basso);

– abdurre (aprire) orizzontalmente il braccio per 90° sempre con il pollice verso il basso;

– ruotare la mano in senso orario per 180°;

– addurre (chiudere) orizzontalmente il braccio per 90° con il pollice verso l’alto;

– estendere (abbassare) il braccio per 90° e trovarsi quindi nella posizione iniziale.

Il tutto va eseguito lentamente e pensando ai movimenti che via via si fanno.

 

Giovanni Moccia, fisioterapista-osteopata

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