OLTRE IL MASSAGGIO

Quando iniziai a “fare massaggi”, più di 30 anni fa, mi attenevo minuziosamente a quanto mi era stato insegnato.

Come posizionarmi col corpo.

Come tenere le mani.

Come effettuare lo sfioramento, la frizione, l’impastamento, la percussione.

Poi, tanta attenzione alle indicazioni ed alle controindicazioni, alle zone pericolose.

Un po’ alla volta mi accorsi che “le mani andavano da sole”.

Le mani avevano memoria. Ricordavano.

C’erano giornate in cui massaggiavo venti e più pazienti. Quando quei pazienti tornavano le mie mani sapevano perfettamente se e dove c’erano stati cambiamenti, se e dove c’erano stati miglioramenti o peggioramenti.

I pazienti mi dicevano: “come fai a sapere che mi fa male proprio lì, non ti avevo detto nulla…”.

Cominciai così a dare retta più alle mie mani che ai libri di scuola.

Le mani dialogavano con i tessuti. Parlavano con i muscoli.

Sembrava che i muscoli mi dicessero:

  • spingi di più,
  • spingi di meno,
  • continua,
  • basta,
  • sono a posto così.
  • ….

Poi, c’erano alcune giornate intense di lavoro in cui tornavo a casa molto stanco, altre giornate, anch’esse molto intense, in cui tornavo a casa carico di energia.

Iniziai a pensare che fosse colpa dei pazienti. Pensai che erano loro a “succhiarmi via l’energia”.

Il massaggio è una trasmissione di energia, è una sollecitazione del metabolismo, è recupero fisico e psichico, è trasmissione ed evoluzione di emozioni superficiali e profonde, è sensazione di benessere, è certezza di portare aiuto trovai scritto in un libro.

L’uomo non è solo cellule, tessuti, organi. L’uomo è anche spirito e mente. È emozioni.

Se c’è disarmonia in uno di questi livelli, si modifica lo stato “vibrazionale” del sistema. La persona inizia ad emettere frequenze diverse dalle frequenze della salute. Ogni disarmonia, in qualsiasi dei livelli precedenti sia, si traduce in malessere a livello della struttura, a livello dei muscoli e delle ossa.

Le vibrazioni negative (stress lavorativo eccessivo, emozioni negative, pensieri negativi) provocano alterazioni metaboliche che col tempo si manifestano nella funzionalità degli organi o dei tessuti (gastrite, a livello dello stomaco; colite, a livello dell’intestino; cefalea o emicrania, a livello della testa e del collo; contratture muscolari; disfunzioni ormonali; ecc.).

Se il terapeuta a cui si rivolge la persona è permeato anche lui da vibrazioni negative, ne risentirà il paziente, che non troverà alcun beneficio dalle cure, ma ne risentirà anche il massaggiatore che si caricherà ancora di più di energia negativa.

È questo che il massaggiatore deve capire: deve imparare ad “essere centrato”.

È come mentalmente e spiritualmente si approccia al paziente che porta al risultato terapeutico più o meno positivo.

“Il massaggio non è un tocco, un atto meccanico, ma è la presa di coscienza di se stessi, paziente e terapeuta”.

È quello che cerco di insegnare nei miei corsi.

 

Giovanni Moccia, fisioterapista-osteopata

docente della New Life School

 

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