FITOTERAPIA E NATUROPATIA – Intervista alla Dr.ssa Francesca Moscatelli

Si sente sempre di più parlare di fitoterapia (dal greco phitòn, pianta, e therapeia, cura) come un’antica forma di trattamento medico.

Ippocrate, considerato il padre della medicina, ne parlava già qualche secolo prima di Cristo.

Chiediamo alla Dr.ssa Francesca Moscatelli, farmacista ed insegnante di Fitoterapia di darci qualche informazione in più.

In passato, quando non si conosceva ancora la chimica, si sfruttavano le piante officinali a scopo curativo. Oggi, invece, quasi tutti i farmaci sono sintetici”.

Ci faccia un esempio…

Dalle cellule vegetali dell’albero del salice nell’ottocento si estraeva la salicina, formata da glucosio e acido salicilico, che veniva usata nel trattamento dell’artrite reumatoide, come antinfiammatorio. Nell’800 venne sintetizzato in laboratorio l’acido acetilsalicilico che divenne il principio attivo di quel prodotto che iniziò ad essere commercializzato col nome di Aspirina”.

Quindi il principio attivo di un farmaco è la parte concentrata di una pianta?

In alcuni casi è la parte selezionata e concentrata di una pianta.

L’utilizzo di sostanze o principi naturali, invece, è soprattutto regolazione, prevenzione e integrazione per il ripristino di un nuovo e ritrovato equilibrio, non si limita alla semplice risoluzione di un sintomo. Questa è la fitoterapia moderna.”

Vuol dire che è più lento rispetto all’utilizzo di un farmaco?

Non è detto. Dipende dal tipo di sintomo, dalla reattività del soggetto e dalle conoscenze di chi consiglia il rimedio”.

Cioè?

I casi più frequenti in cui si ricorre a fitoterapia (meglio dire, all’utilizzo dei fitocomplessi) sono: regolazione intestinale, disturbi legati al sonno, infiammazione dell’apparato urinario (cistiti, ad esempio), affezioni dell’apparato oculare (i vari colliri), sistema osteoarticolare e muscolare (integratori, ma anche creme, ad esempio all’arnica).

Le preparazioni utilizzate in fitoterapia devono la loro efficacia non solo alla presenza di un singolo principio attivo, ma ad un insieme di sostanze presenti negli estratti delle droghe vegetali, definite nel loro insieme “Fitocomplesso”. Tali sostanze, agendo in modo complementare, svolgono all’interno del fitocomplesso un potenziamento reciproco teso sia ad aumentare l’efficacia dei singoli principi attivi, sia a moderarne gli effetti collaterali indesiderati, ottenendo così un’azione armonica e non violenta.

La grande varietà, poi, di piante medicinali e la molteplicità di effetti curativi, patrimonio di interminabili ricerche ed osservazioni avvenute nel corso dei secoli, fanno della moderna fitoterapia uno strumento di grande importanza. La si può utilizzare sia come prima risposta, sia affiancata in modo corretto alla medicina classica, al fine di arricchire le armi in nostro possesso per il perseguimento della salute.

Da qui l’inserimento di un corso di fitoterapia in una Scuola di Naturopatia?

Ippocrate citava il “rimedio”, che a quei tempi era solo naturale, come terzo strumento del medico, accanto al “tocco” ed alla “parola”. Il naturopata non è un medico, quindi non può fare diagnosi e non può prescrivere terapia. Ma può suggerire rimedi naturali. Come faceva la nostra nonna consigliandoci una tisana alla camomilla per dormire o una bevanda al latte e miele contro la tosse.

Quali sono le controindicazioni?

Anche l’utilizzo di fitocomplessi presenta effetti collaterali o possibili interazioni tra di loro, che è bene conoscere. Per esempio, il succo di pompelmo, utilizzato come digestivo o drenante, usato in grandi quantità inibisce l’attività di alcuni enzimi, responsabili del metabolismo di alcuni farmaci (statine per il colesterolo, antibiotici, calcio antagonisti per la pressione).

Sempre il succo di pompelmo, ma anche il tea al bergamotto, interagiscono in maniera “indesiderata” con gli effetti della pillola anticoncezionale, inibendone l’effetto.

Allo stesso tempo, le statine possono essere sostituite in una colesterolemia non grave dai fitosteroli, presenti per esempio in una dieta contenente alcuni cereali ed alcuni oli.”

Un buon naturopata deve conoscere queste relazioni tra fitocomplessi e farmaci e può aiutare il medico nel trattamento della persona.

 

 

Francesca Moscatelli è Farmacista e docente di Fitoterapia alla Scuola di Naturopatia della New Life School.

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