CORSO DI BIODINAMICA: MORENA SMIDERLE CI SPIEGA COS’E’

Lo scorso fine settimana si è tenuto, presso il CTR di Reggio Emilia, il secondo seminario del Corso di Biodinamica, organizzato da New Life School edindirizzato a fisioterapisti, massofisioterapisti e operatori olistici.

Ne abbiamo approfittato per farci dire in cosa consiste a Morena, una dei partecipanti.

Morena è fisioterapista dal 2000. Da allora ha frequentato un gran numero di corsi e Master: riabilitazione dei disordini muscolo scheletrici, top rachide, massaggio miofasciale, neurodinamica, fisiopilates, strain counterstrain rachide e bacino. Per 14 anni ha lavorato in una clinica riabilitativa. Dal 2015 lavora in un ambulatorio privato sul Lago Maggiore.

Ho deciso di iniziare questo percorso perché sentivo l’esigenza di mettermi in discussione. Da fisioterapista sono stata sempre legata all’aspetto fisico e meccanico della patologia (e quindi della terapia). Durante i corsi che ho frequentato, ho conosciuto colleghi osteopati che hanno fatto crescere in me il desiderio di nuove conoscenze, hanno aperto la mia mente ad una visione più olistica. Sentivo che il mio approccio non era completo, perché non tenevo in considerazione informazioni importanti, non permettendomi spesso di dare una risposta adeguata alle esigenze del paziente”.

Cosa intendi con “visione olistica”?

Quando un paziente viene da me, viene con un sintomo (mal di schiena, male al collo, male al gomito, ecc.). Io, partendo dal sintomo, cerco di curarlo. Nella maggior parte dei casi mi occupo solo della zona che gli fa male e non guardo il paziente nell’insieme (il suo stato di salute generale, la storia dei suoi traumi, il suo vissuto emotivo, la sua relazione con l’ambiente che lo circonda, la sua capacità di affrontare la patologia). Ecco, tutto questo è olismo.

I miei studi, finora, non mi facevano dare la giusta interpretazione a tutte queste informazioni”.

Quindi il problema è come si pone il terapeuta?

Nella mia esperienza era proprio il modo di rapportarmi che mancava di qualcosa. Oltre a questo, la convinzione di dover essere l’artefice della guarigione del paziente…”

Perchè? Non è il terapeuta che guarisce?

Voglio dire che nella mia visione precedente sentivo di dover risolvere io il problema del paziente. Il paziente subiva l’aiuto proveniente dall’esterno”.

E invece cosa avviene?

Il terapeuta fa da tramite: aiuta il paziente a trovare armonia con l’ambiente che lo circonda, in modo che possa esprimere al meglio le sue potenzialità e favorire il processo di autoguarigione”.

E’ un percorso lungo, questo tipo do formazione?

Tre anni. Due seminari l’anno, in modo da poter fare tanta pratica e affinare la tecnica. Il terapeuta deve lavorare molto su se stesso, per essere in sincronia col paziente e con il suo campo energetico”.

Cosa pensi di New Life School?

I docenti godono di una grande esperienza e preparazione. Hanno il piacere di dare tutto ciò che sanno ed hanno ottime capacità didattiche. Con i colleghi si è creato un ottimo interscambio, di esperienze, di sensazioni, di vissuti. Siamo un bel gruppo e questo aiuta molto”.

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