CORONAVIRUS e SOCIETÀ MODERNA

Il XX secolo è stato caratterizzato dal virus del Modernismo, il XXI secolo da quello del Globalismo. La forte industrializzazione del modernismo e l’intensa economia di mercato del globalismo hanno modificato la società, comprese le istituzioni.
L’uomo moderno e globalista è diventato sempre più individualista, chiuso su se stesso e in se stesso, alla ricerca solo del profitto e della falsa felicità del possedere.
L’uomo pensa di essere moderno e intelligente essendo l’unico padrone di se stesso e di ciò che possiede. Non esiste più nessun Dio e nessuna forma di spiritualità.
Esiste solo il corpo, non c’è più anima.
Anche le religioni si adeguano.
O diventano estremiste o diventano eretiche.
Poi, all’improvviso arriva un Virus vero.
Un essere infinitamente piccolo, delle dimensioni di 80-160 nm, tanto da essere visibile solo al microscopio elettronico.
Inizia ad infettare le persone e ad ucciderle.
Si diffonde ovunque. Crollano le borse, l’economia si ferma.
L’uomo, dall’alto della sua intelligenza lo affronta in maniera moderna e globalista, chiudendosi in casa con tutto ciò che ha di più materiale, svuotando i supermercati, sedendosi davanti alla tv o a internet.
Anche la Chiesa, moderna e globalista, chiude le porte.
È vietato darsi la mano, vengono sospese le funzioni religiose.
Ma l’anima? Lo spirito?
Che questa epidemia possa servire a farci riflettere. A farci ritrovare un po’ di spiritualità. A farci riprendere a pregare. A preoccuparci della nostra anima.
Perché l’anima è l’unica cosa che veramente ci appartiene.
Che sia un Coronavirus a restituircela?

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